Domus del Chirurgo (area museale)

I reperti ritrovati durante gli scavi nell’area archeologica di Piazza Ferrari a Rimini, riferiti in particolare alla Domus del Chirurgo, sono conservati in una sezione dedicata dei Musei Comunali di Rimini

I reperti archeologici

All’interno della domus sono stati ritrovati centinaia di reperti archeologici: ferri chirurgici, vasellame da cucina e monete, oltre a una lunga serie di decorazioni e mosaici.

Gli strumenti chirurgici ritrovati a Rimini rappresentano a oggi la più ricca collezione chirurgica antica al mondo, per varietà e numero degli oggetti: si tratta infatti di circa 150 pezzi utilizzati per intervenire su ferite e traumi ossei, più una serie di vasetti utilizzati per la preparazione e la conservazione dei medicinali. Nel corredo chirurgico spiccano vari bisturi, sonde, pinzette, tenaglie odontoiatriche, leve ortopediche, un trapano a bracci mobili e diversi ferri utilizzati per esportare calcoli urinari. La tipologia dei ferri chirurgici indica che il chirurgo riminese era specializzato in professione medica militare.

Uno dei ritrovamenti più importanti è stato quello del Cucchiaio di Diocle, un pezzo unico al mondo, che serviva per estrarre le punte di freccia conficcate nel corpo umano. Si tratta di un arnese composto da un manico di ferro che termina con una lamina a forma di cucchiaio, forata al centro, in modo da bloccare ed estrarre la freccia. Veniva utilizzato in particolare dai medici che operavano sul campo di battaglia.

La Taberna medica

L’ingresso nella taberna medica segna l’inizio del percorso dedicato allo straordinario contesto archeologico di piazza Ferrari, percorso che si completa con la visita alla vicina domus del Chirurgo, sito aperto al pubblico dal dicembre 2007.

La Sezione archeologica comprende dal 2006 la ricostruzione della taberna medica che anticipa l’esposizione dei materiali originali introducendo il visitatore nello studio-ambulatorio in cui esercitava il medico chirurgo vissuto nel III secolo. La taberna si compone di due vani, realizzati in scala leggermente ridotta rispetto al reale: lo studio con il mosaico di Orfeo attorniato dagli animali e la stanza per il ricovero giornaliero dei pazienti. Un’ambientazione suggestiva e scientificamente rigorosa, che restituisce le decorazioni degli intonaci alle pareti e ai soffitti nonché gli arredi e lo strumentario utilizzato dal medico per gli interventi chirurgici e per la produzione dei farmaci.

Mosaici e affreschi

Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce una lunga serie di mosaici ancora intatti e di affreschi policromi.

Tra i mosaici spicca quello di Orfeo tra gli animali, ritrovato nella taberna medica, che vede al centro dell’opera il celebre musico circondato da animali in ascolto. I mosaici sono stati realizzati prevalentemente con la tecnica dell’opus tessellatum e dell’opus reticulatum.

Nel triclinium è stato invece ritrovato un pannello di pasta di vetro dove su sfondo blu sono stati raffigurati 3 animali marini: un delfino, un’orata e uno sgombro.

I numerosi mosaici ritrovati sono oggi conservati nella sezione archeologica del Museo della città di Rimini.