Fellinia

Nell’inverno del 1948, Elio Guerra, un fotografo riminese originario di Pennabilli, assieme ad alcuni amici, costruì di sua iniziativa, la mitica “Ferrania Galileo” ispirata probabilmente al modello Condor II, assai in voga in quegli anni. Doveva servire come negozio d’appoggio per il suo lavoro estivo in spiaggia.

Guerra, in maniera più o meno consapevole, anticipava la Pop Art degli anni ’60 proseguendo altresì le architetture “tautologiche”, tipiche in riviera, delle colonie a forma di nave, dei lampioni a forma di cono gelato, dei bar a fungo o mbrellone.

Divenne uno degli oggetti più fotografati di Rimini. I turisti si mettevano in posa davanti, non c’era fotografo ed artista che passando di lì non la riprendesse. Nel tempo cambiarono le sue funzioni, da negozio di materiali fotografici a punto informativo turistico.

Poi ci furono gli anni dell’abbandono e poi quelli odierni del recupero e del ripristino. In ogni caso quella macchina fotografica gigante divenne negli anni grande e imprescindibile metafora della riviera e uno degli oggetti più riconoscibili dell’identità e della vocazione riminese a produrre immagini e immagini di immagini.