La fontana Masini

Già Malatesta Novello covava l’idea di abbellire Piazza Maggiore con una fontana, ma si dovette attendere più di un secolo affinché il suo sogno si realizzasse.

Il progetto della fontana fu fornito nel 1588 dal pittore e architetto cesenate Francesco Masini, mentre i lavori idraulici erano già stati progettati a avviati da Tommaso Laureti tra il 1581 e il 1583; tra il 1586 e il 1590, poi, lo scalpellino Domenico da Montevecchio e i suoi aiutanti realizzarono la fontana e nel 1591, finalmente, iniziò a sgorgare acqua dalla fontana.

La leggenda racconta che la fontana piacque tanto ai cesenati e procurò tanta invidia nelle città limitrofe, che a Masini furono amputate entrambe le mani. Per quanto non ci siano effettivi riscontri storici, il racconto sottolinea l’amore dei cesenati per la fontana che, infatti, è stata conservata magnificamente nel corso dei secoli.

Simbolo più conosciuto di Cesena, costituisce un bell’esempio di architettura-scultura manierista, coeva del Nettuno bolognese, dal quale però differisce nettamente, soprattutto nell’apparato ornamentale.

La fontana è stata realizzata in pietra d’Istria, è elevata su tre gradini sul livello di piazza del Popolo; ciascun prospetto è decorato da una coppie di lesene scanalate che reggono un timpano curvilineo fratto, all’interno del quale è inserito uno stemma araldico: quello del lato nord appartiene a papa Sisto V ed è sovrapposto all’insegna della città; gli altri sono del cardinale legato Guido Ferreri, del vice legato Antonio Maria Galli e del cardinale legato Domenico Pinelli. Quattro erma a voluta agli angoli sono sormontate da tritoni che gettano acqua soffiando in una tromba marina.

Nel 2010 si sono conclusi gli imponenti lavori di ristrutturazione della fontana, che l’hanno riportata all’antico splendore: oltre che ad essere nuovamente dotato dell’originale bianco, tipico della pietra d’Istria, nel famoso monumento della città sono riemerse vivide le figure scultoree del complesso e pure i marmi policromi posti sotto i getti d’acqua.