Il Grand Hotel di Rimini

Venne progettato dall’architetto uruguaiano Paolo Somazzi e inaugurato il 1º luglio 1908. La struttura non subì variazioni nel tempo, fino all’estate del 1920, quando un incendio obbligò la rimozione forzata e permanente delle due cupole che sormontavano il Grand Hotel.

A costringere un consistente restauro furono però le conseguenze della seconda guerra mondiale: gli anni cinquanta videro un rinnovamento totale della struttura, che non fu però stravolta nella sua essenza.

Esso è considerato ad oggi una delle strutture alberghiere più prestigiose della riviera romagnola[senza fonte]. Ad accrescere la sua fama, portandola a livello mondiale, fu il riminese Federico Fellini, grandissimo amante del Grand Hotel sin da piccolo, da sempre attratto da quella atmosfera di magia che lo pervade. Il regista volle fortissimamente caratterizzare il suo film Amarcord con la figura del Grand Hotel: la struttura infatti fa da scenario ad alcune delle scene più rilevanti della pellicola.

L’edificio dispone di 200 camere, spaziose terrazze ed una imponente facciata in stile Liberty. Al suo interno, dopo aver transitato il giardino esotico, si possono ammirare ancora oggi gli arredi francesi e veneziani del XVIII secolo, che rievocano atmosfere suggestive del passato.
Nel 1992, a fianco della struttura, è stato inaugurato un moderno Centro congressi, per accogliere svariati eventi annuali a livello nazionale ed internazionale.
All’esterno della cancellata, si trova il Parco Fellini (la cui Piazza è sede di molti eventi), con i suoi ampi spazi di verde e sentieri ciottolati, che culminano nella Fontana dei Quattro Cavalli.

Dopo essere stato eletto monumento nazionale nel 1984, dieci anni dopo, nel 1994, il Grand Hotel di Rimini è stato dichiarato monumento nazionale vincolato dalla Sovrintendenza delle Belle arti.