Pieve di San Salvatore

La Pieve di San Salvatore (il cui reale nome è Pieve della Trasfigurazione) risale probabilmente al XII secolo; costruita parte in mattoni e parte in blocchi di pietra, la chiesa ha un’elegante abside e un semplice interno, ad una sola navata.

L’edificio fu costruito riutilizzando materiali romani (sono evidenti: frammenti di rilievo a fogliami sulla facciata, cippo romano con epigrafe, raschiata per far apparire una memoria del 1318 relativa al pittore Rainaldo).

Nell’interno, lungo le pareti ed all’altare maggiore, sono conservati quattro capitelli romanici, di pregevolissima fattura: un grande capitello romano, molto rovinato, serve da reggicroce all’esterno del tempio; sull’altare maggiore, la statua del Salvatore, opera di Cesare Ferronato.

Pare che la Pieve sia stata costruita sulle rovine di un tempio pagano, dedicato a Cerere. Secondo una leggenda, in questo luogo avrebbe sostato Deianira, figlia del dio Bacco, che avrebbe lasciato alla sua partenza un cippo-colonna: in epoca successiva sarebbe poi sorto sul sito un tempietto dedicato a Giove.

Particolarmente interessante una lapide mutila a caratteri gotici – del XIV secolo – nella fiancata esterna a nord.